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Subsonica  Microchip Temporale

In un articolo folle che partiva da una specie di recensione e finiva per parlare di dinosauri musicali Gabriele Ferraris su “La Stampa”, commentò “Microchip Emozionale” con questa frase: “Un disco splendido, parecchie miglia oltre la poppetteria ordinaria, un inventario di possibili vie di fuga dalla banalità”
Ferraris, che giocava in casa con i Subsonica, inquadrò in una frase il secondo disco di una band già famosa in certi ambienti ma che con questo lavoro spiccò il volo verso il grande pubblico, scrivendo una parte della storia dell’indie italiano. E vent'anni dopo il disco suona ancora molto bene e lo dico da ascoltatore con notevoli mutazioni di giudizio della band e dei suoi componenti, quindi non esattamente un fan scatenato.  Seguendo la moda delle celebrazioni anche questa pietra miliare ha il suo tributo che comprende un tour e soprattutto “Microchip Temporale” un disco che coinvolge artisti che ai tempi forse andavano alle Medie, con eccezi…

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