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Fontaines D.C. - Dogrel

Jimmy Rabbitte in “The Commitments” andava fiero dell’anima dura dei dublinesi. Ed eccola qui.  Non siamo in un film (e tanto meno nel mondo del soul) ma possiamo confermare di vedere quest’aspetto in tutto il suo splendore. 
Loro si chiamano Fontaines D.C. una band che da qualche tempo è oggetto di grande attenzione ed entusiasmo (vedi Steve Lamaq e soci). Che lassù ogni tanto esagerino a gridare al miracolo è noto a tutti, ma in questo caso basta sentire la prima traccia e leggere il testo, per rendersi conto che questo quintetto non è uno scherzo. "Dublin in the rain is mine/A pregnant city with a catholic mind/Starch those sheets for the birdhouse jail/ All mescalined when the past is stale, pale”. Segue ritornello “My childhood was small/My childhood was small/But I'm gonna be big/But I'm gonna be big”. Batteria che pesta il giusto in un’atmosfera persa tra il punk e il garage.

Ecco il mondo senza flitri dei Fontaine D.C. nati nell’Università e co…

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